NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA

NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA
C'ERA UNA VOLTA

mercoledì 11 marzo 2015

IL PIFFERAIO DI HAMELIN

Tratto da: "I bambini scrivono"

NEL MONDO DELLA FANTASIA CON MIO FRATELLO

Un bel giorno, prima di andare a dormire, io e mio fratello Alessandro decidemmo di sognare contemporaneamente. Contammo fino a tre!
Cosa sarebbe successo?
Era successo che il sogno era diventato realtà.
Io portavo una grande gonna rossa, una camicia bianca, delle scarpe nere e un cappello a cilindro color oro. Mio fratello portava un cappello verde, dei guanti bianchi, una camicia marrone, pantaloni bianchi e….. le scarpe? Non le portava.
Io avevo una spada d’oro, e lui una pistola laser. Dopo pochi minuti che eravamo ad osservare il paesaggio di funghi, cocomeri, pesche giganti cominciammo a camminare. Dopo non tanti passi ci trovammo davanti ad una casa giallo limone, proprio come la nostra casa. Entrammo e c’erano due lettini e un letto matrimoniale dove dormivano due persone… indovina chi: Mamma e papà! Anche nei sogni devono stare!
Comunque erano buffi con i pigiami blu a pois bianchi. “Usciamo” gridò Alessandro io concordai e continuammo la passeggiata in quei grandi prati strambi. Ad un certo punto, Alessandro ed io cademmo in un lungo tunnel, non si sapeva se c’era una via d’uscita…. Il cielo era rosso peperoncino e la terra blu mare, tutte le persone avevano grandi occhiali di colore verde.
Chiedemmo a un buffo signore dove si trovava l’uscita e lui rispose: “Devi andare avanti, girare a destra e poi a sinistra,poi avanti e poi in dietro….. in poche parole se lo sapeva non si capiva. A un certo punto vedemmo un uccello volare, era colore arancione e seguendolo ci portò a una via di uscita.
Ci trovammo in un mondo completamente fatto di gelato di tutti i gusti e specialità.
Il problema era un freddo ghiacciolo. Ancora prima che decidessi di mangiarlo un po’, Alessandro, goloso di gelato, cominciò a mangiare, mangiare, mangiare e alla fine il nostro pancino fece “boom” e ci ritrovammo sul nostro lettino in poco tempo.

Mamma ci svegliò, era ora di andare a scuola.
                                                                              
                                                          Scritto da Dèsirèe Mosconi (10 anni)