NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA

NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA
C'ERA UNA VOLTA

lunedì 2 marzo 2015

LA REGINA TRISTE

   

 

La nostra è un'epoca in cui gli impegni della vita ci allontanano gli uni
dagli altri, c’inducono ad essere superficiale e poco attenti all’osservazione dei particolari, o a sottovalutare gli insegnamenti che ci provengono dall’esempio di vita vissuta. Il passato e il presente, la possibilità di rivivere una vita attraverso i
racconti di chi l’ha vissuta, testimonianze di esperienze, spesso dolore, e fantasie che ci aiutano a superare i momenti difficili e soprattutto che danno la possibilità di allontanarci da quella realtà che a volte ci fa soffrire.
 In una calda sera d’estate la nonna culla amorevolmente tra le
sue braccia la piccola nipotina, e con i suoi racconti la porta in un mondo fantastico.
Tra sogno e realtà inizia il lungo viaggio, che porta lontane le loro menti, attraverso paesi conosciuti, ma balzano anche in paesi
immaginari e fantastici, che ognuno di noi desidererebbe visitare.

La Regina triste

In un paese chiamato Folilandia viveva un re e la sua sposa, Marianna, la
Regina triste.
Il Re l’aveva conosciuta in uno dei suoi lunghi viaggi in Medio Oriente.
Era la figlia del Re di Persia, la sua terza figlia, che l’aveva seguito con
tanto amore ed entusiasmo.
Quel Re l’aveva affascinata soprattutto per la sua bontà e generosità.
Dopo poco tempo però iniziò ad ammalarsi, era debole e fragile, i medici
che l’avevano vista dicevano che soffriva per il clima diverso da quello
del suo luogo di nascita , ma soprattutto per la lontananza dalla sua
famiglia.
Il Re, che era molto buono e comprensivo, le concesse la possibilità di
ritornare al suo paese, pur di renderla felice. Marianna non accettò, era
giusto che fosse rimasta vicino al suo sposo, anzi, nonostante il parere
sfavorevole dei medici, decise di dare un figlio al suo Re.
Nacque un magnifico bambino, ma la Regina triste non ebbe neppure il
tempo di conoscere quella creatura che aveva amorevolmente tenuto in grembo.
Il figlio, Diego che aveva desiderato e amato ancor prima di metterlo al
mondo, portava con se un dono, quello di potersi spostare nello spazio e
nel tempo. Marianna aveva sacrificato la sua vita per quella del figlio e
gli aveva donato ciò che a lei mancava tanto, la possibilità di andare da
un luogo all’altro, vedere luoghi diversi, visitare il paese di sua madre,
conoscere mondi diversi dal suo, con la possibilità però di far ritorno a
casa e ritrovarsi tra la sua gente, con la sua famiglia.
Era un bimbo sano, allegro e spensierato, tutti lo amavano per la sua
cortesia, ma nessuno conosceva il segreto di questo dono grande che gli
aveva lasciato sua madre, neppure lui.