NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA

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C'ERA UNA VOLTA

sabato 4 aprile 2015

ROSASPINA E I DONI DELLE FATE



ROSASPINA E I DONI DELLE FATE



C'erano  una volta un re e una regina che non avevano avuto bambini e, per questo, erano moto tristi.
Un giorno mentre passeggiavano nel parco della reggia,
una rana saltò fuori dall'acqua di uno stagno e disse:
-Miei sovrani, il vostro desiderio verrà esaudito. 
Fra meno di un anno avrete una bambina.


La profezia della rana si avverò e la regina mise al mondo

una bella bambina che fu chiamata Rosaspina.

Poichè il re aveva solo dieci piatti d'oro, alla festa di battesimo invitò dieci fate, cioè tutte quelle del regno meno una.


Alla fine del banchetto, le fate si avvicinarono alla culla per fare ognuna un dono alla neonata.

Si consultarono e dopo aver riflettuto si accordarono a donare alla piccina la forza di superare ogni "paura".

- Io ti do il dono di vincere la paura del buio - disse la prima fata.

- e io di vincere la paura di perdere la mamma e il papà- aggiunse la seconda.
- io ti donerò la forza per vincere la paura della morte - proseguì la terza.

- voglio regalarti il coraggio di vincere la paura dei brutti sogni - disse la quarta fata.

Poi toccò alla quinta: - non avrai mai paura di soffrire-
e aggiunse la sesta: - cancellerai la paura di sbagliare -
- Non avrai mai paura di non essere amata- aggiunse la settima.
- vincerai la paura di dover diventare grande - disse l'ottava fata.
- Non avrai paura delle persone cattive - disse la nona.
La decima fata pensò tanto, ma non riuscì a trovare nessuna altra paura da esorcizzare per quella piccina e così disse:
- io ti regalo il dono di non aver mai paura della paura- 

All'improvviso si spalancò la porta e apparve, furente, la fata che non era stata invitata:


-Oh re tu mi hai offesa escludendomi dalla tua festa. 
Anch'io voglio fare un dono a Rosaspina!
A quindici anni la principessa si pungerà con un fuso e morirà- Senza aggiungere altro la fata cattiva scomparve in una nuvola nera.


La decima fata, che aveva regalato alla piccina il dono di vincere la paura della pura disse:

- non posso cancellare la maledizione ma  posso fare qualche cosa per attenuarla. 
Rosaspina si pungerà, ma non morrà. Cadrà in un sonno profondo che durerà cento anni e verrà svegliata da un principe.-

Il re ordinò di far distruggere tutti i fusi del regno.

Sperava di evitare l'avverarsi della maledizione.



.
Gli anni trascorrevano felici per la bella principessa, 
aiutata a vivere serena anche dai doni delle sue fate madrine.
Un brutto giorno, proprio il giorno del suo quindicesimo compleanno, Rosaspina si avventurò alla scoperta delle stanze segrete del castello. Trovò una scala e vi si avventurò.
Giunse ad una porticina, la aprì e vide una vecchietta che filava.
La pricipessa chiese: - che cosa è questa cosa che gira?-
- E' un fuso bella fanciulla, serve per filare.
-  Mi lasci provare?- disse Rosaspina incuriosita.
Appena la ragazza toccò il fuso si punse e cadde a terra, mentre la vecchia sparì in una nube nera.
Il re e la regina la cercarono a lungo e quando la trovarono tentarono di rianimarla, ma fu tutto invano.
La misero a letto e in quel momento arrivò la decima fata che disse: - Rosaspina dormirà cento anni, ma affinchè non rimanga sola al suo risveglio, dormirete tutti con lei fino a quando un principe non la sveglierà con un bacio.-

La decima fata si era dimenticata di regalare alla principessa il dono di superare" la paura di rimanere sola", così facendo aveva trovato il modo di risolvere il problema.




Al suo risveglio sarebbe rimasto tutto come prima, con i suoi genitori accanto.

La fata buona alzò la sua bacchetta magica e, in quell'istante, tutti piombarono in un sonno profondo.
Attorno al castello crebbe una fitta vegetazione di spine e rovi. Trascorsero gli anni e nacquero le più strane leggende intorno al castello. Un giorno, era trascorso ormai un secolo, un giovane principe capitò a caccia presso quel castello incantato. Sentì un racconto di quella storia di Rosaspina e decise di essere lui il principe che l'avrebbe svegliata.
Al galoppo si diresse al castello.
Finalmente arrivò alla reggia. Tutti dormivano. 
Il principe percorse tutti i corridoi del castello finchè riuscì a trovare la stanza in cui giaceva la povera principessa addormentata.
Trepidante per l'emozione si avvicinò al letto dove era la
fanciulla.

Si inginocchiò davanti a lei e la baciò dolcemente.in quell'istante la principessa aprì gli occhi. Con lei si svegliò tutta ala corte e ognuno riprese le proprie faccende interrotte cento anni prima.





Rosaspina guardò il principe e sorridendo gli chiese: - chi sei?
- Sono un principe venuto a liberarti dall'incantesimo. Vuoi essere la mia sposa?

Rosapina era ancora stordita dal lungo sonno, però si sentiva felice come non lo era mai stata: - Vieni.- disse al principe- ti condurrò dai miei genitori.
I due giovani andarono nella sala del trono.
Il re e la regina, comi di felicità, abbracciarono la figlia. Rosaspina disse: - Mamma, papà, permettetemi di sposare colui che mi ha liberata dall'incantesimo. Il re acconsentì ed esclamò: - Noi non possiamo desiderare di meglio.




Le nozze furono celebrate il giorno stesso e al ricevimento parteciparono anche le dieci Fate buone.