NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA

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C'ERA UNA VOLTA

mercoledì 20 luglio 2016

SCARAMACAI: il gioco della torta

Devo dire che Patroclo aveva solo un paio di pantaloncini di pelle di leopardo e una cintura di cuoio piena di borchie dorate.
Eppure quando ci sdraiammo, si levò la cintura e me la mise addosso per coprirmi.
Io gentilmente gliela restituii, del resto non faceva freddo, era maggio.
Restammo a lungo sdraiati, senza parlare, guardando le stelle, piochè la capanna era senza tetto e aveva le pareti sfondate.
-Chissà come fanno le stelle a stare su- disse Patroclo a un tratto.
Gli spiegai che era il vento a sostenerle, come fa con gli aquiloni, e infatti anche in quel momento spirava una leggera brezza che ci portava i rumori della città lontana.
- Tu sai tante cose- disse ancora il mio amico- sapresti anche come si fa a mangiare senza avere la roba da mangiare? Perchè io ho fame. Non mangio da stamani.-

Sapevo anche quello, me lo aveva insegnato il pagliaccio Croccante che l'aveva imparato in un circo spagnolo.
Cominciammo allora allegramente il "gioco della torta".
-Chiudi gli occhi- spiegai a Patroclo- mentre io penso a una orta. Tu devi indovinare a che torta penso. Se ci indovini te ne do una fetta da pensare anche a te.-

Patroclo chiuse gli occhi, e poi disse: - Tu pensi alla torta di marzapane.-
-Bravo , hai indovinato!-
- E adesso? Adesso che si fa?- domandò Patroclo tutto agitato.



- E adesso puoi pensare a un pezzo di quella buona torta, un pezzo tutto per te.-
- Va bene, ci ho pensato, ma ho ancora fame. Proviamo a cambiare: io penso a una torta e tu indovini.-
-D'accordo, adesso chiudo gli occhi. Stai pensando a una torta di pasta frolla....-
No, le torte sono troppo dolci. Io ho voglia di un pollo grasso!!-
-Allora pensiamo ai polli.-
-Sono stufo di pensare, mi divertirei di più a mangiare. Cos'hai in quella valigia?-
-I trucchi da pagliaccio.-
-Fa vedere, chissà che non ci sia una crosta di pane.-
Aprì la valigia, frugò qua e là e trovò la mela.
- No!!- gridai io, ma non feci a tempo a fermarlo: nella oscurità del capanno Patroclo non si accorse che la mela era di gesso e l'addentò. 
Si sentì un trac, poi Patroclo scagliò lontano la mela e si portò le mani alla bocca mugolando per il dolore.
-Scaramacai- diceva fra i lamenti- tu combini sempre guai!!-
Patroclo, dopo una mezz'ora, si addormentò, ma io non riuscivo a prendere sonno.
Sentivo un gran rimorso per tutto quello che era successo e cercavo il modo di rimediare.